Per gli appassionati il pinot nero e’ più
una rivelazione che una scoperta,
di solito non ci si accosta pian piano, anzi il più delle volte
ci sarà quasi indifferente
ma prima o poi capiterà di assaggiare quella bottiglia che ci
lascerà senza
parole e da allora si andrà continuamente alla ricerca della
stessa emozione.
Il pinot nero e’ un uva fra le più difficili da coltivare
e da vinificare e anche
tra le più antiche di cui si hanno notizie storiche, la sua terra
d’origine e’
molto probabilmente la Borgogna, si ritiene sia presente nella regione
prima
delle invasioni da parte dei Romani.
Per molti il pinot nero e’ capace di produrre vini di grande classe
ed eleganza
come nessun’altra uva, per altri invece e’ uva che genera
vini poveri di struttura
e di emozioni, forse questi ultimi hanno sempre degustato pinot neri
“emulati”
Così possiamo definire il Pinot nero, un vitigno dall’alto
lignaggio ed aristocratico, ma dal carattere spigoloso, difficile da
domare e controllare, ma una volta che ci saremo riusciti saprà
donarci sorprese di livello difficilmente uguagliabile.
Quasi impossibile trovare un vitigno altrettanto nobile e dalle molteplici
espressioni, sia vinificato in bianco dove è alla base di spumanti
classici meravigliosi e di champagne, sia vinificato in rosso dove potrà
donarci il meglio di se, con dei profumi raffinati e talmente intensi
che definire inebrianti è ancora poco ! “ Quando bevo il
grande Pinot Nero, errabondo diventa il mio cervello.
Ed è la pancia che vibra, ma davvero. E non ci trovo i frutti
ed i funghi ed il caffè tostato.
Ci trovo solo il Pinot Nero. Lo amo profondamente.
E mi mette in difficoltà, in soggezione oserei dire. Lui fa di
me quel che vuole.
Mi stravolge . M’assilla. E’ quella vibrazione che ti sale
lungo la schiena e non capisci.
Ti guardi intorno e vorresti associare ma ti mancano i profumi dei fiori
e dei frutti, delle spezie e della terra. Poi respiri profondamente
e riprovi e ripensi….ma ti mancano le parole.
Ed è quando ti viene da gridare e quello che ti manca è
un salto mortale, è allora che intuisci e vorresti salire sulla
cima più alta del Mondo ed esclamare : ti adoro Pinot Nero. “
L’Italia al nord protetta dalle Alpi ed al centro protetta dall’
Appennino è a dir poco una terra unica con tutte le potenzialità
per produrre dei grandissimi Pinot Nero .
Attualmente troviamo coltivazioni di Pinot nero soprattutto in due zone
del Nord Italia : in Alto Adige ed in Oltrepò Pavese, dove viene
vinificato per la maggior parte in bianco a base spumantistica con circa
2000 Ha coltivati.
Un grande banco di prova per i nostri viticoltori ed ancora di più
per i nostri enologi. Infatti il vigore elevato delle piante complica
la gestione della chioma, aumentando la sensibilità alle malattie
quali la botritis cinerea e l’oidio ( o mal bianco ndr ) , la
difficoltà a giungere a piena maturazione, la mancanza di stabilità
del colore delle bucce che anche dopo pochi anni vira all’aranciato.
Questo per quanto riguarda la vigna ma non meno problemi si presentano
in cantina dove addirittura diventa intransigente, ove richiede cure
attentissime, proprio come un nobile viziato, ed il confine per ottenere
prodotti eccellenti oppure mediocri diventa molto sottile e labile,
basta un nonnulla . DEGUSTAZIONE
Un vino , come dicevo prima, insolito anche durante
la degustazione, dove non ritroviamo i classici canoni teorici e comparabili
ad altri, qui è inutile e sono poco raccomandabili sforzi per
incanalarlo in schemi già sentiti e prefissati, qui il tutto
si gioca su particolari minimi, sulla finezza; sono pennellate, sfumature
che accarezzano i sensi e solo chi ha la sensibilità per ascoltarle
e recepirle ne potrà cogliere tutta la grandezza : il suo è
un linguaggio che parla direttamente al cuore ed all’anima catturando
la sensibilità …….di chi entra in simbiosi con lui.
Un vino che mi sento di paragonare ad una soave fanciulla, giovane,
gentile e delicata che parla sottovoce, ben vestita , elegante, fine
nel portamento e nel linguaggio praticamente un’ angelo caduto
dal cielo : ecco tutto questo per me è il Pinot Nero. BORGOGNA
La zona di produzione di maggior prestigio e’ la
Cote d’Or che si trova a nord della regione
Si estende dalla città di Digione verso sud fino a Santenay per
circa 50 Km.
A sua volta la Cote d’Or e’ divisa in due sotto zone ,nella
parte settentrionale si trova
la Cote de Nuit e in quella meridionale la Cote de Beaune.
La Cote de Nuit e’ considerata la pregiata terra dei vini rossi,
con una piccola
produzione di bianco, la Cote de Beaune produce sia bianchi che rossi.Le
viti vengono coltivate con una densità di 8/10 mila piante per
ettaro,
con altezza delle piante di 50/60 cm.
Le rese in genere, nei Gran Cru, e’ di 30 ettolitri per ettaro.
Tra le denominazioni più importanti nella Cote
de Nuit troviamo : Chambolle Musigny : vini eleganti,
setosi, raffinati e longevi
Gevrey Chambertin : elegante
e ricco del gusto di ciliegia, di struttura
Vosne Romanee : eleganti e
vellutati
Clos de Vougeot : speziati
e corposi con aromi di ciliegia, cioccolato, liquirizia
Morey St. Denis : possiedono
sia la pastosità e la finezza dei Chambolle, che una certa potenza
e struttura dei Ghevrey Chambertin, comuni limitrofi.
sono abbastanza colorati, liberano aromi potenti di piccoli frutti rossi
e neri
(ciliegia, ribes nero) la loro persistenza a volte e’ sorprendente.
Nuit St. Georges : hanno quasi
sempre un colore intenso e scuro, gli aromi sono potenti e
complessi, mescolano di volta in volta la ciliegia e il ribes nero con
animale
selvatico tartufo e spezie, sono tra i più ricchi di tannini
della Borgogna.
Tra del denominazioni più importanti della Cote
de Beaune troviamo Volnay : uniscono alla razza,
la nobiltà, la finezza, l’eleganza, la femminilità
e offrono
ai conoscitori il loro incomparabile bouquet di bacche mature (lampone,
mora)
e di violetta, i tannini dolci e robusti li pongono tra i migliori rappresentanti
della
Cote de Beaune.
Pommard : corposi
concentrati con gusto di ciliegia nera.
Beaune : molto delicati, ricchi
e di facile bevibilità.